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Provincia del Medio Campidano
Non tutti sanno che l’origine della Provincia del Medio Campidano
risale al Regio Editto del lontano 1807 col quale si divideva la
Sardegna in 15 prefetture assegnando a Villacidro il centro del Medio
Campidano. Questa area storico-geografica, di origine così antica, è
più che mai attuale dal 2001, quando è stata istituita la Provincia
del Medio Campidano, operativa dal 2005.
La varietà di paesaggi che vi si può ammirare la rende una zona quanto
più completa e riassuntiva delle bellezze naturalistiche dell’intera
Sardegna. Al centro dell’area si trova la piana del Campidano con le
colture tipiche, ad est la zona collinosa della Marmilla, con tutti i
paesini e i piccoli centri ricchi di tradizioni e ad ovest il
complesso montuoso del Linas, importante sito minerario che declina
sulla costa con le sue spiagge di stupefacente bellezza e fascino.
Non si ha, insomma, che l’imbarazzo della scelta, per gustare uno
scorcio stupendo di Sardegna assaporando collina e cultura
agro-alimentare, mare e panorami mozzafiato, montagna e tradizione
mineraria, ricca di storia e fonte di tradizioni. Si possono intraprendere dei percorsi, accessibili a qualsiasi tipo di
turista, che dall’interno, passando per i piccoli centri abitati,
portano direttamente alle spiagge di sabbia fine, lasciando senza
fiato chiunque.
Si potrebbe partire la mattina presto dall’area circostante Villacidro
che offre al turista la possibilità di fare delle lunghe e piacevoli
passeggiate attraverso il Parco di San Sisinnio, immerso in un bosco
di olivastri millenari, unico in Sardegna.
Si può trascorrere nel parco anche un’intera mattinata, fermandosi
nelle aree attrezzate per la sosta e per concedersi un picnic, prima
di riprendere il percorso. Proseguendo verso Guspini, non si può
tralasciare la stupefacente cascata Sa Spendula, caratteristica
peculiare del paese di Villacidro, che sgorga da una parete di graniti
rosa e circondata dagli oleandri, che la rendono una visione quasi
paradisiaca. Sempre a Villacidro si potrà costeggiare il lago
artificiale sul rio Leni, uno dei bacini idrografici più importanti
del Medio Campidano originato dallo sbarramento della diga Leni. Vi si
svolgono sovente gare di pesca e nel mese di giugno è teatro della
manifestazione internazionale di Thriathlon.
Attraversando la cittadina di Guspini si prosegue per Montevecchio,
antico sito minerario considerato sino agli anni Sessanta come una
delle miniere più importanti in Europa e ora facente parte del Parco
Geominerario della Sardegna. Il lavoro di estrazione del minerale ha
condizionato la vita dei paesi circostanti sino agli anni Sessanta del
secolo scorso, quando ancora tanti abitanti di Guspini e del
circondario si trasferivano a Montevecchio per svolgere questa
attività.
Si può dedicare il pomeriggio alla visita dell’antico borgo dove si
possono ancora scorgere i segni della vita agiata e “mondana” che vi
si svolgeva con cinema, teatro, campo sportivo oltre a tutti gli altri
servizi quali banca, ospedale, ufficio postale e scuole per i figli
dei minatori.
Ci si può inoltrare per una piacevole passeggiata attraverso la fresca
pineta, costeggiando il Rio Ruggeri che vi stupirà con la surreale
variante di colori lungo il percorso: dal bianco, al rosso, al
turchese e al verde, colorazioni dovute al diverso utilizzo delle
acque, nei diversi punti, per la lavorazione del minerale. Superata Montevecchio percorrerete una strada panoramica sulla quale
troverete delle aziende dedite alla produzione di beni agro-alimentari
e alla accoglienza di turisti e passanti con invitanti pranzi e cene
in agriturismo e vi offriranno ospitalità per la notte a prezzi
contenuti.
Proseguendo per la strada panoramica che parte da Montevecchio si
raggiunge quella che è meglio conosciuta come la Costa Verde con le
spiagge di Scivu, a cui si accede da un sentiero a picco sul mare, Funtanazza, Gutturu e’ Flumini con la sua sabbia fine e dorata, Portu
Maga con il suo villaggio turistico e dopo un percorso lungo tutta la
costa si giunge alla distesa sabbiosa di Piscinas. Si tratta di un
lungo tratto di spiaggia dalla sabbia fine e dorata caratterizzata
dalle dune di sabbia più alte in Europa.
La spiaggia merita sicuramente una sosta in qualsiasi periodo
dell’anno: che sia estate, primavera, autunno o inverno questo scorcio
di paradiso vi lascerà a bocca aperta. Questa è la costa della
tranquillità dove si troveranno spiagge meravigliose, ma estremamente
tranquille e non battute ancora dal turismo di massa e dalle colate di
cemento.
Per tornare verso l’interno della provincia del Medio Campidano
attraverserete la zona mineraria di Ingurtosu, dove si può ammirare
una piccola chiesetta campestre dal fascino antico e privato e
l’antico borgo minerario.
Proseguendo sulla stessa strada attraverserete questa volta la
cittadina di Arbus, conosciuta anche per la tradizionale Festa di
Sant’Antonio di Santadi che si svolge nel mese di Giugno. Si tratta di una tradizionale festa religiosa caratterizzata dalla
sfilata di gruppi folkloristici in costume sardo, cavalli ornati con
fiori e coccarde, il cocchio del Santo trascinato dai buoi e a seguire
le traccas, ovvero dei carri trainati da buoi che trasportano musica,
colori e profumi della tradizione sarda. Questa processione attraversa
Arbus e Guspini per giungere in tarda serata alla località di Sant’Antonio
di Santadi.
Da questa località si accede facilmente alle spiagge di Pistis e Torre dei Corsari, estremi opposti di una lunga spiaggia di
sabbia granulosa e dorata e cornice della spettacolare distesa d’acqua
cristallina. E’ solo un esempio delle molteplici feste paesane, a metà strada tra
devozione religiosa e sagra tipica della tradizione sarda, da cui il
turista che visita il Medio Campidano può essere rapito.
Si ricorda tra queste la festa di Sant’Isidoro, protettore dei
contadini, che si svolge a Villacidro, Guspini e Pauli Arbarei e che
si divide tra processione religiosa e festa campestre con degustazione
e vendita di prodotti tipici della tradizione contadina. Altra manifestazione che merita un occhio di riguardo è quella del
Palio degli Asinelli che si corre a Gesturi durante il mese di Agosto.
La zona di Gesturi, con la sua Giara, offre al turista un magnifico
paesaggio da visitare per godere delle varie specie animali e floreali
anche rare e riconoscibili all’occhio dell’intenditore. Si potranno da
qui percorrere dei sentieri guidati che vi porteranno a scoprire un
sorprendente tesoro naturalistico, ma anche storico. Vi ritroverete
infatti ad ammirare dall’alto e a visitare Domus de Janas, Tombe dei
Giganti e nuraghi tra loro collegati da una fitta rete di stradine e
legati da un eredità storica molto antica. Da non scordare la visita
al giardino botanico Morisia che ospita dodici diverse specie di
orchidee, una delle quali dà il nome anche allo stesso giardino. Ma l’attrattiva che rende più famosa e rinomata la Giara di Gesturi è
la presenza di 500 esemplari di cavallino della Giara che abitano in
totale libertà il parco e che sarà facile scorgere nelle zone più
vicine a laghetti e piccoli corsi d’acqua. Vi si possono inoltre trovare dei piccoli insediamenti di allevatori
che potranno offrire degli spuntini a base di prodotti tipici locali. Attorno alla Giara il turista potrà toccare con mano tradizioni e
tipicità sarda visitando i paesi che si nei dintorni quali Genuri,
Tuili con la Sardegna in Miniatura e Setzu che conservano, nei loro
piccoli centri storici, testimonianze di un passato ricco di
tradizioni.
Si può concludere la visita dell’interno con una passeggiata
panoramica in Marmilla dove si potranno gustare le dolci colline e
percorrere le estese pianure del Campidano per ammirare i molteplici
colori assunti dalla vegetazione, dal viola delicato dei fiori dello
zafferano, al giallo paglia dei campi di grano, al rosso dei papaveri
e al bianco delle margherite in fiore.
Non può mancare una tappa a Sanluri, uno dei maggiori centri della
Provincia, con la visita al Castello edificato dai Giudici di Cagliari
dal XIII al XIV secolo, l’unico ancora integro degli 88 castelli
edificati in Sardegna. Merita una visita anche il museo etnografico
allestito all’interno del Convento dei Cappuccini. In piena Marmilla, nel territorio di Furtei, col suo bacino estrattivo
aurifero, Collinas e Lunamatrona con il suo Nuraghe di Pitzu Cummu,
vale la pena dedicare parte della giornata alla visita del Museo
Naturalistico del Territorio di Sa Corona Arrubia che si inserisce
nella fessurazione della roccia basaltica di colore rossastro da cui
prende il suo nome. Il Museo del Territorio è collegato da una
seggiovia alla sommità dell’altopiano basaltico di Siddi, lungo un
percorso aereo che sorvola l’area del Parco Geobotanico del
Mediterraneo. Il tragitto si spiega tra rocce, macchia e fitta
vegetazione d’alto fusto sfiorando l’imponente strapiombo roccioso de
Sa Corona Arrùbia ricoperto dal caratteristico lichene rosso. Il rosso è il colore che caratterizza la zona anche per le attività
produttive a cui sono legate antiche tradizioni. Ne è un esempio la
manifestazione che si svolge a Segariu tra la fine di Luglio e i primi
di Agosto denominata Tebajus. Durante questa sagra si ripropone la
tradizione locale della lavorazione delle tegole con fango e paglia,
attività che rappresentava per i braccianti una seconda occupazione
dopo quella nei campi, in tutte le sue fasi con “sa coidura” delle
tegole a fuoco vivo durante la notte.
Non si può abbandonare la zona senza una visita al complesso nuragico
di Su Nuraxi che sorge presso il centro abitato di Barumini. Si tratta
di uno dei complessi nuragici più importanti dell’intera Sardegna,
riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità. La
struttura nuragica è composta da una torre centrale a tre piani e da
un organismo quadrilobato con torri, cortile e una spessa muraglia che
cinge il quadrilatero. La visita a questo sito di grosso interesse
storico darà modo al turista di avere una conoscenza più approfondita
sulle radici storiche, anche antichissime, che caratterizzano la
Sardegna e che la rendono una terra unica al mondo. Dopo questo percorso potrete dire di aver conosciuto il Medio
Campidano, gustato i suoi sapori e toccato con mano le sue tradizioni.
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