Home Chi Siamo E-Shop Offerte e promozioni Annunci Blog Forum  
 Benvenuto in BuySardinia, il servizio a 360° per chi vuole conoscere e amare la Sardegna   
Ospitalità
Mangiare e Bere
Shopping
Divertirsi
Arte e Cultura

 

MONTAGNA


Monte dei Sette Fratelli  |  Monti del Sulcis
Monte Limbara  |  Supramonte  |  Gennargentu


Monte dei Sette Fratelli

Il massiccio dei Sette Fratelli si trova nell’area sud–occidentale della Sardegna e prende il nome dalla composizione stessa, ovvero da sette punte granitiche intervallate da gole, anche se le punte sono effettivamente più di sette. L’altezza è variabile e si arriva, con la Punta Sa Ceraxa e Baccu Malu, a 1016 metri e 1015 metri sopra il livello del mare. Il massiccio del Monte dei Sette Fratelli si trova immerso nella foresta demaniale che ne prende il nome e che rappresenta una fonte di interesse naturalistico molto importante. Si tratta infatti di una zona dalla folta vegetazione caratterizzata dalla tipica macchia mediterranea alimentata anche dai numerosi corsi d’acqua che l’attraversano. Si può inoltre scorgere, tra lecci, sughere, mirto, ginestre e corbezzoli, qualche esemplare del Cervo Sardo.
Tutta la zona è attraversata da sentieri organizzati per livelli di difficoltà e per accontentare sia gli amanti del trekking, sia il visitatore che preferisce fare una semplice passeggiata alla scoperta delle ricchezze del territorio.

Torna su

Monti del Sulcis

Si tratta di un’area delimitata dal mare verso ovest, sud e sud-est, dalla vallata del fiume Cixerri verso nord e dal Campidano a nord-est. E’ un massiccio dalla morfologia complessa, con rilievi non ordinati e di diverse altitudini. Si compone prevalentemente di rocce granitiche, ma anche di rilievi vulcanici e calcarei. Le aree granitiche sono caratterizzate da scarpate e versanti ripidi e spogli, mentre le aree caratterizzate da rocce metamorfiche che son state modellate dalla forza erosiva dei venti che hanno creato delle profonde vallate.

Monte Arcosu
(948 m) rappresenta una delle punte più importanti dell’area dei Monti del Sulcis, facente parte dell’oasi naturalistica del WWF. Si possono infatti trovare due centri visite e una foresteria, con itinerari che si snodano all’interno dell’area, divisi per grado di difficoltà. Le altre punte di rilevante importanza sono Is Caravasius (1116 m) e Monte Nieddu (1113 m).
In quest’area cresce la più vasta estensione europea di macchia mediterranea considerabile come foresta e la seconda lecceta europea. Sono altresì osservabili numerosi esemplari di sughere molto notevoli per dimensioni.
Per quanto riguarda la fauna, vi si possono trovare circa 2500 esemplari di Cervo Sardo e vi nidificano numerosi rapaci quali l’Aquila reale, l’Aquila del Monelli, il Falco Pellegrino, l’Astore Sardo, il Grillaio ma anche la Poiana, il Gheppio e lo Sparviero.

Monte Arci è un massiccio isolato di origine vulcanica, appartenente al territorio dell’oristanese, che raggiunge l’altitudine massima di 812 metri con la punta Trebina Longa a cui si affiancano la Trebina Lada (703 m) e la punta Corongiu de Sizoa (463 m) che costituiscono una sorta di treppiedi, da cui il nome sardo delle due punte principali. Il Monte Arci è costituito da un’ossatura di trachite su cui si stende una colata lavica da cui spuntano le due trebine che costituivano la fonte di fuoriuscita della colata. L’importanza del Monte Arci era dovuta in passato all’estrazione di ossidiana, attività che ha favorito l’insediamento umano in piccoli centri.
La maggioranza del territorio del Monte Arci è ricoperto di leccete, ma anche roverelle e sugherete, senza farci mancare ampi tratti ricoperti da macchia mediterranea. Per quanto riguarda la fauna, molto ricca, sono stati reintrodotti cervi e daini che erano scomparsi e vi nidificano il falco grillaio, pellegrino, lo sparviero, l’astore e il gheppio.

Torna su

Monte Limbara

Si tratta di un massiccio montuoso granitico situato nel cuore della Gallura che, pur non raggiungendo altezze particolarmente rilevanti, si presenta come un complesso molto imponente che assume per alcuni versi forme strane dovute all’incessante modellamento della roccia prodotto dagli agenti atmosferici. La punta più alta è Punta Balistreri che raggiunge i 1359 metri d’altezza. Il massiccio si divide in una parte nord, appartenente al comune di Tempio Pausania e una sud appartenente, invece, al comune di Berchidda. Sul versante settentrionale troviamo una buona diffusione della macchia mediterranea che sulle cime si trasforma invece in landa stepposa. Il versante meridionale è invece costituito da grandi massi, plasmati dagli agenti atmosferici, che in alcune zone creano grotte e cavità e paiono quasi sospesi per aria, sostenuti da esili incastri. La vegetazione è costituita dall’erica e dal corbezzolo alternati, nelle valli più fresche, da leccio, orniello e agrifoglio. Su questo massicci nidifica l’aquila reale e l’aquila Bonelli e nelle foreste troviamo gatti selvatici e martore.
L’intero massiccio è pressoché visitabile interamente attraverso i sentieri  e le strade che si dipartono da Calangianus, Berchidda e dalla Tempio–Oschiri.

Torna su

Supramonte

Si tratta di un complesso montuoso composto da altopiani carbonatici e doline che si estende in prossimità del Golfo di Orosei in un’area di circa 35.000 ettari. E’ un territorio che interessa vari comuni e per convenzione viene rinominato per zone: Supramonte di Oliena, di Dorgali, di Orgosolo, di Urzulei e di Baunei. In ogni zona il territorio assume una conformazione particolare, ma di norma si può sostenere che si tratta di un insieme di enormi bastioni rocciosi intervallati da canyon e picchi rocciosi. La vegetazione risulta in parte scarsa, in parte molto abbondante con specie botaniche ritrovabili solo in questo territorio.

Torna su

Gennargentu

Il nome di questo complesso montuoso significa “porta d’argento” e si deve ai colori delle sue rocce e alla neve che cade abbondante sulle sue cime più elevate: Bruncu Spina (1829 m) e Punta La Marmora (1834 m). Il Gennargentu ha una composizione morfologica varia che va dallo scisto, di origine più antica, al granito sino alle formazioni calcaree molto più recenti. Dal massiccio nascono i più importanti corsi d’acqua della Sardegna ovvero il Flumendosa e il cedrino che vanno a sfociare poi nella costa orientale. Il Gennargentu si articola in varie propaggini, una delle quali è il Supramonte, ricoprendo un vasto territorio a tratti incontaminato e selvaggio frequentato da una fauna di notevole pregio. Vi si possono infatti osservare esemplari di cinghiale, volpe, martora e gatto selvatico mentre vi volteggiano attorno l’aquila reale, il nibbio reale e il grifone. Notevole anche il tesoro botanico che include roverelle secolari, lecci, tassi, castagni, noccioli, ginepri nani, timo, elicriso, santolina.

Bruncu Spina (1809 m): si tratta dell’unico comprensorio sciistico della Sardegna, situato sul versante settentrionale dell’omonima montagna e dotato di due impianti di risalita, una manovia di 200 metri e uno skilift che arriva sino a 1835 metri di quota.


Torna su   |  Home page
Il territorio
Località
Servizi
Pubblica utilità
Dati e informazioni
Link

Buysardinia - F.A.Q. - Pubblicità - Contatti