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Provincia di
Nuoro
Adagiata nel mezzo di un paesaggio selvaggio e montuoso, ai piedi del
Monte Ortobene e circondata dalle Barbagie, che nei secoli
resistettero a tutti i tentativi di attacchi ed invasioni esterne, Nuoro è il cuore di un mondo arcaico che è riuscito a conservare
natura, tradizioni e valori culturali di questa zona interna della
Sardegna ma è allo stesso tempo avanguardia barbaricina di una
rinnovata apertura verso l’esterno e di un fervore culturale che vanno
oltre e guardano al di là di quelle barriere montuose che tanto
caratterizzano il territorio circostante. Questa capacità dei nuoresi di seguire il ritmo del progresso e di
aprirsi agli influssi culturali esterni, coniugata con la
determinazione a preservare nel tempo il proprio patrimonio naturale e
culturale è evidente anche ad un primo approccio con i due volti della
città: da un lato i vecchi quartieri con la loro architettura
tradizionale, i viottoli tortuosi, le case antiche in granito o di
vari colori, i muri a secco e dall’altro una parte moderna, in pieno
sviluppo, con strade dritte, negozi, palazzi.
Come altri centri sardi, Nuoro ebbe origine in un centro nuragico. Antico villaggio di pastori, aumentò gradatamente di popolazione e
d’importanza, sino a diventare una vera e propria città agli inizi del
XIX secolo. Vi nacquero grandi scrittori come Sebastiano Satta, poeta che cantò le
storie ed il sentire della sua amata terra e Grazia Deledda, premio
Nobel per la letteratura, la cui fama è conosciuta ovunque e i cui
libri sono stati tradotti in tutte le lingue. Questa celebre romanziera scoprì il suo talento in giovane età e lo
dedicò interamente a “far del bene alla Sardegna”, come lei stessa
scrisse. Ci parlò così dei paesaggi, della gente, delle case, delle
gare di poesia improvvisate all’aperto, della malvasia e di tutto il
suo adorato mondo: quello arcaico della Barbagia. Semplice nello stile, chiara nel descrivere la realtà in cui viveva e
dalla quale era affascinata, Grazia Deledda fu una vera artista nel
descrivere le passioni umane ed ascoltare il suo cuore. Per fare questo, usava recarsi in luoghi in cui poteva sentire di più
e capire nel profondo tutto ciò che amava: per esempio, era solita
andare alla Chiesa di Nostra Signora della Solitudine. Questa chiesa (amata anche da Sebastiano Satta) custodisce le spoglie
della scrittrice.
I libri di Grazia Deledda sono fondamentali per conoscere e capire una
civiltà, così orgogliosa dei propri valori e così determinata a
preservarli. Una visita al Museo Deleddiano, nella sua casa natale, ci avvicina
maggiormente alla vita, all’opera e ai pensieri di questa grande
scrittrice. Attraversando i Giardini Pubblici, si sale verso Piazza Santa Maria
della Neve, dove sorge la
Cattedrale: dedicata a Santa Maria della Neve, patrona di Nuoro, ed
edificata nella prima metà dell’ottocento.
Da questa chiesa, in occasione della Sagra del Redentore, si muove una
processione che attraversa tutta la città. La Sagra del Redentore è tra i migliori e più celebri festeggiamenti
del nuorese: il 29 agosto una lunga processione di fedeli in costumi
tradizionali sfila per la città per arrivare sino alla statua del
Redentore, che dalla cima del Monte Ortobene benedice la Sardegna. Da qui è spettacolare il panorama sul Gennargentu con le vette più
alte della Sardegna (Punta La Marmora, 1834 m e Bruncu Spina, 1829 m)
e sul Supramonte. In questo stupendo contesto naturale viene celebrata la messa: in
mezzo al bosco e alla solitudine, come è desiderio della gente del
posto. Persino la strada panoramica che si percorre per arrivare sin lassù è
uno spettacolo: di curve, di granito, di fonti e di boschi.
Un omaggio allo scrittore Sebastiano Satta è la Piazza Satta,
sistemata dall’artista nuorese Costantino Nivola verso la fine degli
anni ’60. Non lontano dalla Chiesetta di Nostra Signora della Solitudine e ai
piedi del Monte Ortobene, si trova il Santuario della Madonna di
Valverde, una costruzione seicentesca dalle forme semplici, nel mezzo
di una zona di fonti sorgive e di Domus de Janas.
Un bel panorama della città e dei monti circostanti si può ammirare
dal Colle di Sant’Onofrio: qui, nel piazzale antistante è situato il
Museo della Vita e delle Tradizioni popolari sarde, dedicato al
folclore, all’artigianato ed alla cultura locali. Questo museo riproduce le forme architettoniche di un villaggio sardo
e presenta le più disparate espressioni della cultura e delle
tradizioni sarde: costumi tradizionali, oggetti d’uso comune, arnesi
degli antichi mestieri, maschere tipiche (Mamuthones ed Issokadores) e
persino pani e dolci tipici con disegni di uccelli, cuori, soli, ecc.
Le origini nuragiche della città e dei dintorni sono testimoniate sia
dal Nuraghe Tanca Manna, alla periferia della città, che dal Complesso
Archeologico di Noddule. Il primo è un nuraghe di tipo semplice, di forma conica, inserito in
un grande roccione granitico, col quale crea un insieme unico. Il complesso di Noddule è invece costituito da un grande nuraghe,
circondato da un villaggio nuragico.
Nei dintorni della città è anche possibile una visita alle vicine
Domus de Janas di Sas Concas. Nuoro, i monti, le fonti, i nuraghi, i belvedere, le domus de janas,
le chiese, gli usi e le tradizioni, i prodotti enogastronomici e
quelli artigianali, le sagre e le Barbagie testimoniano quelle
caratteristiche naturali e culturali, così profondamente radicate, da
fare di questa zona il cuore vero della Sardegna. Qui il visitatore è accolto, guidato, ospitato con calore e può
conoscere ed apprezzare l’essenza dell’isola ma è pur sempre
consapevole che questo popolo orgoglioso non ha mai ceduto, né mai
cederà alle lusinghe del viandante di passaggio e serberà solo per sé
questo cuore sardo.
>> Alla scoperta del territorio
intorno a Nuoro
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