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Provincia di Oristano

Bosa La provincia di Oristano, istituita nel 1974, è rimasta pressoché identica anche dopo la creazione delle nuove province entrata in vigore nel 2005. Ha semplicemente acquisito 10 comuni dalla confinante provincia di Nuoro. Il territorio dell’oristanese si caratterizza per l’ampia varietà di paesaggi ed ambienti che vanno dalle zone umide, alle coste e ai monumenti di rara bellezza, sino all’andamento dolce delle colline che si alternano alle morbide pianure. Possiamo considerare l’intera provincia divisa in quattro zone: Planargia, Sinis, Montiferru e Oristanese.

TharrosLa Planargia è l’altopiano vulcanico che si estende a confine tra Villanova a nord e Montiferru a sud e prende il suo nome dalla conformazione morfologica particolarmente planare caratterizzata dall’altopiano basaltico, ma anche dalle sinuose colline che degradano verso il mare. La zona costiera è caratterizzata da spiagge incantevoli e falesie che si stagliano tra cielo e mare. La Planargia si ricorda anche per l’importante produzione vinicola di Malvasia, sia nel comune di Modolo che in quello di Bosa.

Il Sinis rappresenta la zona umida più consistente della Provincia di Oristano perché delimitata al suo interno dagli stagni di Cabras, Pauli Murtas, di Sale Porcus e di Is Béneas. La zona è molto fertile e ricca altresì di risorse ittiche e, data la gran quantità di nuraghi che vi si ritrovano, si presume fosse abitata e controllata già dall’età del Bronzo e del Ferro. In questo territorio si trova il sito archeologico di Tharros, da annoverare tra uno dei più conosciuti, cittadina fondata nel VIII secolo a. C. dai Fenici. Nonostante l’evidente mano dell’uomo che ha contribuito a modificare il territorio, si possono trovare ancora zone incontaminate e preservate.

TharrosIl Montiferru è un massiccio di origine vulcanica che si estende a nord di Oristano e si caratterizza per la fitta vegetazione boschiva, per le formazioni rocciose e per le numerose sorgenti d’acqua, come le famose Siete Fuentes (sette fonti), alcuni torrenti e cascate. Si conserva ancora in alcuni paesi la caratteristica architettura urbana e si ricordano alcuni di questi per le importanti produzioni artigianali, come quelle di tessuti e cassapanche intagliate di Santu Lussurgiu. La piana di Milis è, invece, una zona dedicata alle colture di vario tipo, come per esempio le ampie distese di giardini d’aranci. Per quanto riguarda le coste si dividono tra falesie calcaree e scure scogliere basaltiche.

TharrosL’Oristanese è la zona che si estende a nord del Campidano e confina con la Marmilla, caratterizzata da una zona collinare che lascia poi lo spazio ad un’ ampia pianura in cui si sviluppano colture intensive alternate a canali, lagune e zone bonificate nel periodo fascista: ne è un esempio Arborea, prima chiamata Mussolinia, che fu fondata in seguito alla bonifica avvenuta in questi territori tra il 1919 e il 1928. La zona collinare, in parte afferente al Campidano, si caratterizza per le colture di aranci e per i vigneti da cui si produce la vernaccia, tipico vino della Sardegna. Una menzione particolare merita Oristano, antica capitale del Giudicato di Arborea, con la sua struttura architettonica e le sue tradizioni osservabili soprattutto a conclusione del periodo carnevalesco, quando si svolge la particolare manifestazione della Sartiglia, ovvero una corsa a cavallo dove i cavalieri tentano di infilzare una stella d’argento appesa ad un filo, azione propiziatoria che simboleggia il buon esito del raccolto.


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