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Provincia di Sassari
Sassari, la
seconda città dell’isola per grandezza, è molto interessante sia per
il suo centro medievale che per la forte impronta spagnola. Questa città, antica e vivace, ha sempre dato prova di fervore
culturale, anche per la presenza di notevoli personalità che si sono
espresse in ogni campo: scrittori, politici, artisti. Durante la dominazione spagnola, un forte impulso culturale venne
dall’istituzione dell’Università, nel 1617.
Il nome ‘Tatari’ della città apparve già in età medievale anche se le
origini, pur incerte della città, sono sicuramente molto più antiche. Nel sassarese si trovano infatti segni della presenza di insediamenti
prenuragici, come per esempio il famoso altare prenuragico di Monte
d’Accoddi. Una visita della città non può che partire dalla Porta di Sant’Antonio,
meglio nota come ‘Capu de Villa’ della città medievale. Nella Piazza di Sant’Antonio troviamo la torre medievale e la
trecentesca Chiesa di Sant’Antonio, dalla facciata
barocca. Davanti a questo antico ingresso si sviluppa il centro storico, fatto
di viuzze strette ed irregolari, con piccole piazze, sottopassaggi ed
antichi selciati. Nel cuore dell’antico borgo medievale si erge il Duomo,
dedicato a San Nicola. Questa chiesa duecentesca, più volte rimaneggiata, conserva il
campanile della originaria costruzione romanica del XII secolo. A breve distanza da un’altra porta di accesso alla città medievale, la
Porta Utzeri, troviamo la Chiesa di Santa Maria di Betlem,
al di fuori delle antiche mura medievali. Con una bella facciata romanica ed un interno barocco, questa chiesa è
forse la più amata dai sassaresi. E’ qui infatti che si conclude ogni anno la celebre Festa dei
Candelieri. La tradizione vuole che il 14 agosto si celebri la ‘festa manna’ dei
sassaresi: i membri dei ‘gremi’ (le corporazioni di arti e mestieri)
accompagnano in processione 9 ceri dipinti, da Piazza Castello alla
chiesa. La festa nacque come ringraziamento alla Madonna per la cessazione
della peste, nel 1560.
Sempre all’interno della città antica troviamo il Palazzo del’Università,
con una serie di logge che circondano il chiostro e con la Biblioteca
Universitaria. E’ piacevole passeggiare nei bei Giardini Pubblici che
costeggiano l’Università. Dall’altro lato dei Giardini Pubblici, la Mostra di Artigianato
Sardo presenta splendidi esempi della fantasia e della creatività
sarda: tappeti, cestini, cassapanche, anfore e oggetti di tutti i tipi
e di ottima qualità. Girando per le vie del centro, incontriamo piazze che ci ricordano
personalità sassaresi di spicco. Tra queste Piazza Tola, col monumento dedicato a Pasquale Tola,
storico e magistrato, o Piazza Azuni, in cui domina il
monumento in onore del giurista Domenico Alberto Azuni. La strada centrale del centro storico, Corso Vittorio Emanuele II, ci
conduce in Piazza Castello, punto d’incontro tra la parte
antica e quella più moderna della città. Da questa piazza, attraversando i portici di Bargone, arriviamo alla
bella Piazza d’Italia, con il monumento a Vittorio
Emanuele II ed il bel Palazzo della Provincia, in stile
neoclassico.
Non lontano da Piazza Italia troviamo il Museo Sanna,
circondato da giardini. All’interno del museo si trova una Pinacoteca,
con dipinti di pittori sardi, italiani e stranieri del periodo che va
dal XIV secolo all’età contemporanea. Oltre alla Pinacoteca, troviamo una sezione archeologica ed una
etnografica. La collezione archeologica è molto interessante e spazia dalle foreste
pietrificate dell’Anglona, di circa 15 milioni di anni fa,
attraversando tutti i periodi della civiltà sarda: neolitico,
nuragico, fenicio-punico, romano e bizantino fino a tempi più recenti. La sezione etnografica espone tutte le forme di espressione della
cultura popolare sarda: oggetti e attrezzi dell’attività artigianale e
dei vari mestieri, costumi e gioielli, pani tradizionali ed utensili
vari.
Al di fuori del caratteristico centro storico troviamo la Chiesa di
San Pietro in Silki. Risalente al XII secolo, fu profondamente alterata nelle strutture,
nel corso del XVII secolo: della parte originaria rimane solo parte
del campanile. All’interno si trovano quattro cappelle ed importanti esempi di
gotico-catalano. La prima è dedicata alla Madonna delle Grazie, molto venerata dai
sassaresi. Sempre all’esterno dell’antico borgo medievale, nei pressi dei più
cospicui resti delle antiche mura, spicca il simbolo della città di
Sassari: la Fontana del Rosello, meglio nota come "Gurusello". Già nota come principale sorgente e fonte potabile della città nel
XIII secolo, venne costruita in forme tardo-rinascimentali da artisti
genovesi, intorno al 1600. A pianta quadrata, in marmo, presenta alla base le Quattro Stagioni e
dodici teste di leone dalle quali sgorga l’acqua. La fontana è incoronata da archi incrociati, a loro volta sormontati
da una piccola statua di San Gavino a cavallo.
I sassaresi, notoriamente festaioli, trovano diverse occasioni per
festeggiare durante l’anno. Oltre alla già citata Festa dei Candelieri, Sassari è famosa anche per
la Cavalcata Sarda, che si celebra la penultima domenica di
maggio. Nel corso della festa sfilano costumi e cavalieri di tutta la
Sardegna, si tengono gare di abilità equestre e il tutto si conclude
con canti e balli tradizionali in Piazza d’Italia. Molto celebrati anche i Riti della Settimana Santa. Non mancano comunque altre occasioni di intrattenimento per i
sassaresi, anche durante l’anno: i vivaci locali di via Roma e di
Piazza Castello e le ricche programmazioni teatrali e cinematografiche
offrono un’ampia scelta, soprattutto d’estate.
Le piacevoli località sulla costa del sassarese assicurano relax e
mare limpidissimo: si pensi solo alla splendida Spiaggia della Pelosa
a Stintino, dove troviamo una sabbia candida ed un mare dai colori
indescrivibili e spettacolari.
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Alla scoperta del territorio intorno a Sassari
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